Categoria
Storia della città di Lettere (Lattàra)
- Categoria: Volumi Saveriani
- Editore: I.P.S.I. - Pompei
- Pagine: 679
- Biblioteca: Archivio Saveriano Roma (ASR)
- Luogo: Pompei
- Anno: 1971
- N° catalogo: XIV.436
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Scheda informativa
INDICE
Dedica
Prefazione (di Clemente Ciattaglia)
PARTE PRIMA
LA RUSTICA VILLA SOPRASTANTE I CAMPI STABIANI, PENDE DALLE «TENDE DEL MÈGANO»
- Capitolo primo
Origine di Lettere villa rustica sannito-romana soprastante i campi stabiani - Capitolo secondo
L’antica Lattàra è da identificarsi con Lettere e col suo comprensorio montano detto «Mègano - Piana delle Mandrie» - Capitolo terzo
Ricerca ed individuazione di alcune «Ville Romane» spettanti al comprensorio di Lattara - Torina - Stabiae - Capitolo quarto
Cristianesimo dell’età apostolica e sub-apostolica attraverso le «familiae» o « gentes » delle «villae stabianae» - Capitolo quinto
- La romanità di Gragnano e di Lactearia (Lattàra - Lettere)
PARTE SECONDA
MONTE LATTARO (DI LETTERE) IN ETÀ BIZANTINA, GOTA, LONGOBARDA E FRANCA (SECC. V-VIII; IX-X)
- Capitolo sesto
Monte Lattaro (di Lettere) tra il declino Romano d’Occidente, l’inframmettenza Bizantina e la sconfitta dei Goti (secc. IV-VI) - Capitolo settimo
- Stabiae ed il Monte Lattaro - basi del dominio Greco - Bizantino in Campania nel VII secolo — vengono insidiate dai Longobardi di Benevento e poi di Salerno
- Capitolo ottavo
Il monte Lattaro nello stato Longobardico di Benevento e la sua estrazione dall’influenza « greco » per l’intervenuta dominazione dei Franchi entro l’VIII secolo - Capitolo nono
Il monte Lattaro risente dell’autonomia di Salerno e di Amalfi dallo stato Longobardo di Benevento che ardisce giocare l’autorità imperiale dei Franchi nel IX secolo - Capitolo decimo
«Castello a mare» (Stabiae) e «Castello a monte» (Lattara) diventano «Torri Patrie» della Repubblica Amalfitana nel secolo X perbcui riescono anche sedi vescovili (914 - 994)
PARTE TERZA
CASTELLO FEUDALE E SEDE VESCOVILE
- Capitolo decimoprimo
Strumenti notarili o «chartae» del secolo XI ci permettono di entrare nella vita del «Castrum» Vescovile di Lettere a Regime Amalfitano - Capitolo decimosecondo
Lettere - dominata da gruppi presbiterali del secolo XII - corre l’avventura filosorrentina rispetto ad Amalfi e torna ad un contegno distinto sotto i Normanni - Capitolo decimoterzo
Sveva coi Filangieri e faticosamente angioina sotto «militi» francesi, Lettere attraversa il secolo XIII senza perdere il contatto con la sua tradizione vescovile e senza estraniarsi dai grossi movimenti della storia del regno delle Due Sicilie in cui s’inserisce
PARTE QUARTA
LA GRANDE STAGIONE FEUDALE DI LETTERE
- Capitolo decimoquarto
Intanto che la serie dei vescovi si fa piu regolare per tutto il secolo XIV, il castello di Lettere - caposaldo angioino- rivede i Montefusco, accoglie la regina Sancia e viene guardato dai conti Acciaiuoli, prima che un feudatario di re Ladislao gli restituisca l’antico nome di «Lattaria» per diploma ufficiale stilato sugli archivi della corte napoletana - Capitolo decimoquinto
La Signoria dei Miroballo occupa la storia di Lettere nella seconda metà del secolo XV con il conte Giovanni acquirente delle ragioni feudali e con suo figlio Antonello vescovo della Sede: intanto che gli Angioini e gli Aragonesi preparano l’avvento della dinastia austro-spagnola di Carlo V sul trono di Napoli - Capitolo decimosesto
La piu grande ora storica di Lettere è quando nel secolo XVI i suoi castellani Miroballo, Vargas, D’Aquino, D’Avalos, Carafa e Cossa noti a Carlo V e Filippo II vengono eclissati dal prestigio di tre suoi grandi vescovi: il Nunzio Capobianco, il teologo Pantusa e l’arcivescovo Leccavella, cari a Paolo III, oppure distintisi nel Concilio di Trento - Capitolo decimosettimo
Il declino del Feudo di Lettere sotto i castellani Cossa d'Ischia coincide con l’abbandono della vecchia cattedrale da parte dei vescovi e del clero trasferitisi nei nuovi edifici di piazza del Lauro ove assistiamo agli ultimi bagliori d’una Diocesi essa pure al suo tramonto - Capitolo decimottavo
Le vicende di Lettere tra l’alternarsi dei viceré spagnoli ed austriaci a Napoli - che dànno luogo ai Borboni sino alla impennata franco-giacobina della Repubblica Partenopea - consentono alla città e diocesi soltanto una distinzione spirituale durante tutto il sec. XVIII - Capitolo decimonono
La romanzesca avventura dell’ultimo vescovo di Lettere (Accademico - Delegato Apostolico - «Giacobino» - esule a Marsiglia - Gran Vicario della Chiesa Napoletana sotto i Napoleonidi - precettore dei figli di Murat - vescovo di Lettere unita a Castellammare nella restaurazione borbonica) chiude la storia della città come Sede diocesana avviando Lettere alle normali vicende d’un municipio italiano risorgimentale - Capitolo ventesimo
La «città di Lettere» Municipio Napoletano e Parrocchia Stabiana nel secolo XX