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1886.10.04.Lettera a Venturini

Prima lettera all'amico Giuseppe Venturini.
"È la prima lettera che il seminarista Conforti scrive al suo fedele compagno di Seminario, che si trovava in famiglia a Parma dopo l'Ordinazione Sacerdotale, e per il quale conservò poi per tutta la vita sensi di riconoscenza per l'opera di assistenza fisica e morale da lui svolta a suo favore negli anni della malattia."

Teodori, FCT 6°, 404; trascrizione del testo alle pp. 404 - 405.

  • ID
    0015
  • Cartella
  • Data
    03 Ottobre 1886
  • Editore
    CDSR
  • Luogo
    Ravadese di Cortile S. Martino (PR)
  • Collocazione
    CSCS
  • Pagine
    2
  • Viste
    544 volte

CDSR
Centro Documentazione Saveriani - Roma

Transcrizione

Mio D. Giuseppe,
Quod libentissime eccepi, libentissime et dabo! Ti ringrazio della buona memoria che di me conservi, e dei giornali che m'hai mandato, perché sollevi lo spirito, di mezzo alla deserta solitudine in cui mi trovo. Te ne sono dall'intimo riconoscente.
Come ben sai, avea stabilito di far ritorno in Seminario Giovedì ultimo scorso, e già tutto l'occorrente era pronto. Ma è proprio vero che l'uomo propone e Dio dispone! M'assalirono in breve cocente febbre e forte avversione di petto, da obbligarmi a guardare il letto per alquanti giorni. E' stata una gastrica, leggiera se vuoi, ma che m'ha dato non poco a penare. Ora grazie al Cielo sto meglio, e Venerdì prossimo venturo spero di lasciare D mio romitaggio. Allora ci rivedremo, ed a bell'agio discorreremo della cagione del male, che certo non può essere quella che tu ne alleghi: la nostra a passeggiata in velocipede a due mote!Ero desideroso di poter recitare il mio discorsetto sopra il Rosario, ed anche questa soddisfazione m'e stata negata.
Ne sono oltremodo spiacente.
A Ravadese nulla di nuovo, per quanto mi è dato di sapere, perché ben puoi comprendere, che ad un romita mio pari non è lecito mantenere tante relazioni, estendere lontano carteggio, né gli pervengono molti dispacci telegrafici.
Ma da un lato le celie. Raccomandami al Signore, ché grandi sono le mie necessita sì nell'ordine spirituale che nel temporale. Questa è la prova più bella della sincerità dell'amicizia.
Al zelantissimo tuo Rettore fà di presentare i miei convenevoli, e tanti saluti agli ottimi tuoi Genitori.
Ricevi un affettuoso abbraccio, e conservami la tua benevolenza.
Amico Aff.mo in Cristo
Guido M. Conforti

Ravadese, 4 Ottobre 1886