Cercasi verità
L’inversione dell’ordinario rapporto tra i nomi e le cose.
Esistono molti termini per designare gli stili di comportamento di uomini e donne. Per esempio: coraggio, acume, sincerità. Esistono anche possibilità di variazione della terminologia per precisarne il senso in una particolare direzione; ecco allora che coraggio può trasformarsi in temerarietà, acume in astuzia, e sincerità in ingenuità.
Esistono anche viltà, dabbenaggine e falsità!
Cosa succede se continuiamo a giocare con le parole e le strutture del linguaggio?
Può succedere che si stravolga l'ordinario rapporto tra i termini e i loro significati e che questo dia origine all’arbitrarietà del discorso e alla vacuità del giudizio.
Si dice una cosa per un’altra, si usano connettivi logici privi di fondamento e il discorso si trasforma insidiosamente in chiacchiera fallace, anche se non in maniera sempre evidente.
Spesso è una strategia per tenere banco ed occupare la scena; in politica viene adoperata per deviare l’attenzione dell’opinione pubblica verso argomenti meno pericolosi per i governi.
Oggi è il 2 agosto, a Roma siamo arrivati a 39 gradi, fa caldo, tanto caldo…
Il 2 agosto…Bologna…la strage; si: 37 anni fa, qualcuno ha patito molto, molto di più e nessuno in Italia ha mai potuto stabilire una verità da consegnare alla storia su quegli 85 morti e 200 feriti[1]. Lo stesso è avvenuto per Falcone, Borsellino e molti altri, e più recentemente e finora per Giulio Regeni.
Nel frattempo si dubita di chi soccorre in mare i migranti: si fermano e si perquisiscono le navi delle ong, ma non quelle che trasportano armi da guerra.
La diplomazia può nascondere la viltà, ma la prudenza virtuosa può essere scambiata con la paura; la sagacia e le attitudini intellettuali, quando ci sono, possono essere interpretate come inettitudine all'azione. L’arringa selvaggia e ignorante durante la crisi economica può sembrare l’ingegno del vero leader. Al contrario la ponderazione intelligente nel dirigere l’azione viene indicata come una strategia per ordire i propri interessi nell'ombra.
Al ruggito della critica corrisponde spesso l’adesione fiduciosa del malcontento muto e sordo, ma se si leva una voce di parte opposta a contrastarlo, il brontolio si spegne nel sospetto.
È facile tradire un progetto politico, ma prevederlo, evitarlo e, semmai adoperarsi per sostituirlo da parte avversa, è un traguardo di fine destrezza.
Se s’interviene nel dibattito a ragion veduta, prende corpo l'accusa d'essere un fattore d'eversione per il proprio partito.
Il sodalizio di partito non sorge con intenti filantropici, nel rispetto dell'ordine legale, e le dichiarazioni di reciproca lealtà non radicano nel terreno delle leggi rese sacre da un qualche onesto principio, ma nella complicità cosciente in innumerevoli soprusi.
Le proposte del partito avverso sembrano accolte solo per premunirsi su concrete basi, nell'eventualità entrino in vigore e non in ossequio ad un senso di fiducia.
Se si perviene ad un'intesa, il suo valore si esaurisce in quell'istante, perché lo stato dei rapporti pare troppo scottante e non consentire sbocchi. Chi, in questa corsa di sfrontata audacia, sa cogliere l'attimo propizio, scorgendo l'avversario allo scoperto, lo sferza e lo trafigge, spesso con l’inganno, anziché assalirlo con slancio leale ed elegante.
I più scelgono per sé l’immagine della canaglia astuta a scapito di quella dell’uomo valente, ma insipido: meglio inorgoglirsi del peggio, che vergognarsi del meglio. L'avidità di potere è origine di tante perversioni, alla ricerca di guadagno o di pubblico riconoscimento. Chi proclama la sua fede nella eguaglianza di tutti di fronte alle leggi che reggono la convivenza sociale pretende sempre, a parole, di aspirare al bene comune, ma spesso conduce una lotta ottusa e pertinace, senza esclusione di colpi, per un personale dominio.
Abbiamo esagerato? Confessiamo che abbiamo liberamente riadattato a ciò che oggi ci sembra di scorgere, quello che scriveva Tucidide nel libro III.82 della sua storia della guerra del Peloponneso. Buona lettura![2]
[1] http://www.corriere.it/tecnologia/domande-google/notizie/cosa-successo-google-2-agosto-1980-strage-stazione-bologna-depistaggi-processi-56585ab6-76ef-11e7-891a-91d906aac00b.shtml?refresh_ce-cp
[2] Testo originale: http://www.perseus.tufts.edu/hopper/text?doc=Perseus%3Atext%3A1999.01.0199%3Abook%3D3%3Achapter%3D82%3Asection%3D1
In rete disponibili varie traduzioni.

