
Le pietre grideranno
Gerusalemme. Sarà perché l’ingresso alla città si presta, sarà perché lì...
...perché lì – e altrove – il tempo sembra essersi fermato, sarà perché i sassi sono stati le prime armi inventate – e quelle ancora disponibili ai giorni nostri in ogni nuova intifada – …A Gerusalemme, dicevo, inoltrandomi nella Parola, mi sembra di scorgere una connessione tra Gesù e vari tipi di pietra.
Lui dice di non averne nemmeno una su cui appoggiare la testa.
Dice di essere la pietra d’angolo[1], quella scartata dai costruttori.
D’altra parte pure il Battista, suo cugino, se ne intendeva di pietre; diceva che il fatto di essere figli di Abramo non esentava di per sé dalla necessità di…raddrizzare i sentieri, perché Dio può suscitare figli di Abramo anche dalle pietre.[2]
Lui si trova spesso vicinissimo alla lapidazione, la rischia di persona.
Profetizza che di Gerusalemme non resterà pietra su pietra[3].
E poi, nel frattempo, cambia il nome dell’apostolo Simone in Pietro… perché su questa pietra vuole costruire la sua…chiesa.[4]
Quando entra a Gerusalemme, la città per eccellenza, che offre un panorama abbagliante di splendore architettonico, ai Farisei che gli chiedono di far tacere lo schiamazzo dei suoi discepoli risponde: "Se tacciono, grideranno le pietre".
Sarà stato influenzato da Abacuc[5]?
I Farisei si agitano: "Ferma i tuoi discepoli, falli tacere!”
Perché questi farisei vogliono far tacere questo gruppetto di esagitati? Non hanno capito nulla di quello che sta succedendo, di questa entrata a Gerusalemme che nessun servizio d’ordine riuscirà a fermare?
La replica di Gesù è graffiante: "Se tacciono, le pietre parleranno!”
I profeti della vecchia alleanza avevano già pronunciato questo avvertimento.
Quando i discepoli non potranno più dire alle orecchie umane, le rovine, i sassi del tempio prenderanno il sopravvento e cominceranno a parlare.
Si potrà sempre soffocare una voce, non si metterà mai a tacere la storia. Il tempio sarà ricostruito in tre giorni.
I discepoli e la folla acclamano l'entrata trionfale a Gerusalemme. Saranno muti il venerdì, dispersi dalla paura. Negheranno tre volte l'amore ineffabile, indicibile. Maria e Giovanni saranno ai piedi della croce in un silenzio abitato dal dolore. Molto altro accadrà, ma si proverà a chiudere la questione e a metterci una pietra sopra: già, quella del sepolcro.
La pietra del sepolcro in breve sarà rotolata via per sempre: il sepolcro rimane aperto.
Non c’è pietra che chiuda la questione.
Non siamo più nell’antica attesa: l’accesso alla bocca del pozzo non si può limitare.
Non è più tempo di rotolare la pietra dalla bocca del pozzo, abbeverare il gregge, rimettere la pietra a posto[6]. Pasqua significa che la pietra è rotolata via definitivamente. Per tutti quelli che si prendono la briga di andarci[7].
L’accesso all’acqua che toglie la sete è sempre aperto.
[1] La pietra scartata dai costruttori è divenuta testata d'angolo; ecco l'opera del Signore: una meraviglia ai nostri occhi. (Sal 118,22-23).
[2] E non crediate di poter dire fra voi: “Abbiamo Abramo per padre. Vi dico che Dio può far sorgere figli di Abramo da queste pietre.” (Mt 3,9).
[3] Quando fu vicino, alla vista della città, pianse su di essa, dicendo: «Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, la via della pace. Ma ormai è stata nascosta ai tuoi occhi. Giorni verranno per te in cui i tuoi nemici ti cingeranno di trincee, ti circonderanno e ti stringeranno da ogni parte; abbatteranno te e i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra, perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata». (Lc 19,41-44).
[4] E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. (Mt 16,18).
[5] La pietra infatti griderà dalla parete e dal tavolato risponderà la trave. (Abac 2,11).
[6] Cfr. Gn 29,1-8.
[7] Cfr. Gv 4,1-26.

