per quale via posso scoprire ciò che risveglia l’attenzione e mi permette di essere?
Talvolta mi ritrovo a pensare ai momenti veramente importanti, a quelli che sono all’origine della storia che vivo. Tento di frugare nel passato, lo interrogo e mi chiedo “Ma quand’è stato?”, “Com’è successo?”
Forse dopo una notte tranquilla, non interrotta da preoccupazioni e da pensieri, al risveglio, al mattino, nella luce della casa di sempre, dove abitavo da bambino con la famiglia.
Risveglio in una luce inaspettata, “lavata” dalla pioggia, mentre la foschia delle prime ore dell’alba si dirada e mi permette di spingere lo sguardo verso levante e vedere le Alpi, e di spingerlo verso ponente e vedere gli Appennini. Nel frattempo il rumore delle imposte, spinte da una mano di donna, che si alza sempre “prima”, spesso anche prima del giorno.
Insieme un sentimento che sembra emanare dai grandi alberi che oscillano nell’aria, carichi di foglie cangianti mosse dal vento, e dal pino del giardino, grondante grosse gocce dagli aghi che si accendono al sole. Vedo di nuovo il mondo e mi sento accolto in quel mondo, che è lo stesso della sera prima, eppure non è lo stesso, perché cambia continuamente.
Ecco come è cominciata la mia storia.
Oggi ripercorro mentalmente il viaggio dei miei antenati, dei miei vecchi, che lasciarono il paese dove erano nati per un paese nuovo, per una nuova terra da coltivare. Rivedo le attività che si svolgono ciclicamente, l’aratro che solca la terra lasciando che l’aria s’impregni di quell’odore tipico, noto, tuttavia per me indescrivibile a parole.
Oggi sono qui, a scrivere, e continuo a sentirmi accolto in questo mondo che è sempre lo stesso, eppure cambia continuamente
Sono preso nel gesto del tempo e nell’alveo dello spazio. Preso. Non stretto, intrappolato o tenuto da tenaglie, consenziente e allo stesso tempo meravigliato di scorgere perfino in ciò che appare come legge cieca della vita, un germe della grazia.
Tutto questo è all’origine di quello che sono, e molto altro che ancora ignoro.
Per quale via scoprire ciò che risveglia l’attenzione e permette di essere?
Devono esserci diverse vie.
Forse occorre la luce dell’alba? Non lo so, ma dopo il risveglio dell’attenzione si può vedere che è bello andare senza girarsi troppo indietro[1], sentirsi a casa senza averne una propria, e avere più fratelli e sorelle di quanti ce ne abbiano dato padre e madre, e terra da coltivare…
Mano all’aratro…
[1] Lc 9,62: “Nessuno che ha messo mano all'aratro e poi si volge indietro, è adatto per il Regno di Dio."