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Marta e Lazzaro

| Enzo O. Verzeletti


Devo confessare che la risurrezione di Marta,
m'ispira ancora di più di quella di Lazzaro.

Come, ma non era Lazzaro che era uscito dalla tomba? Che c’entra Marta?

Riassumo brevemente:
Marta, Maria e Lazzaro sono fratelli e vivono a Betania, vicino a Gerusalemme.
A Gesù piace passare da loro e loro sono felici della sua presenza. Lazzaro, l'amico di Gesù, si ammala. È grave. Le sorelle chiamano Gesù, ma lui arriva quando è troppo tardi. Lazzaro è morto e sepolto da alcuni giorni. Gesù piange. Chiede che venga aperto il sepolcro e ordina a Lazzaro di uscire. E Lazzaro … esce. Molti si stupiscono del potere di Gesù.

Ho letto e riletto questo testo, ma non riesco a liberarmi da un’impressione: trovo dell’ironia nelle modalità della risurrezione di Lazzaro.
Dopo che Gesù comanda: “Lazzaro, esci!” (11,43), il narratore specifica: “E il morto uscì, con i piedi e le mani legati con delle fasce e il viso avvolto in un panno” (11,44).
È una vera mummia che esce dalla tomba! Non un corpo libero di muoversi…
Certo, non deve essere stato facile per Lazzaro il processo di ritorno in vita: uscito dalla sua tomba, non certo profumato, con tutte le sue bende ancora addosso; avrà avuto bisogno di tempo per capacitarsi e aderire alla sua nuova condizione…

Ma passiamo a Marta.
Apprende che Gesù sta arrivando e fa del suo meglio, conosce bene il suo catechismo, il catechismo fariseo – dell'epoca – crede nella risurrezione dei morti, nella promessa di un'altra vita nell'aldilà alla fine dei tempi; conosce l’insegnamento, ma questo non la consola.
Suo fratello è morto: questo è il suo problema…e forse anche il nostro.
Non è la vita futura che dà problema, ma come fare a vivere ora con il dramma, con la separazione, con il lutto, con l’angoscia.
Marta deve aver detto a se stessa: “Ma cosa vuole dire Gesù parlando degli ultimi tempi? Io è oggi che soffro, è ora che devo affrontare la perdita. Ora mi manca mio fratello.”
Marta ha ragione nel credere che Gesù sia - anche adesso - una fonte di vita. Però non pensa affatto alla risurrezione:
Gesù le dice: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno. Credi tu questo?». Lei risponde: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che deve venire nel mondo».

Ciò che Gesù dice e offre non è tanto per Lazzaro, ma per Marta: è a lei che offre la risurrezione e la vita in risposta alla sua richiesta di aiuto, in risposta alla sua angoscia.
Marta capisce di cosa parla Gesù e risponde: “Credo” È Marta che eredita la vita. Ora, adesso. E si trasforma. La sequenza è chiara: chiede aiuto a Gesù, è aiutata oltre ogni speranza, smette di chiedere e corre dalla sorella in modo che anche lei possa trarne beneficio.
Qual è il dono di Gesù? Vita.
Non solo dà la chiave per la vita futura, ma anche quella per esserci, viventi, ora.

È oggi che Marta prima e Lazzaro dopo, in modi diversi, risorgono.
Da noi dipende un solo atto: dire “sì”, tutto il resto non è compito nostro.

Questo è il cuore del Vangelo di Cristo.

È la persona di Cristo il passaggio verso una vita più forte della morte.
Il Vangelo è anche nel riverbero generato dalla chiamata che suppone la domanda “Credi?”, vale a dire: “Ti fidi di me?”

La rianimazione di Lazzaro è un segno, e forse ai suoi tempi Lui aveva il potere di fare quello che i medici fanno oggi rianimando i malati con le maschere d’ossigeno; la risurrezione di Marta è la nostra per iniziare la nostra risurrezione e credere perché molti siano rianimati e inizino la propria resurrezione.
Marta e Lazzaro sono stati risuscitati e questa risurrezione è offerta all'umanità intera: un gesto immenso perché dice la forza della compassione del Cristo, la forza dell'amicizia per aiutare, per ravvivare e perfino per offrire resurrezione a coloro che amiamo.
Questo segno dato da Gesù dice che Dio aprirà anche le nostre tombe.

Una moltitudine venne a vedere non Gesù, ma "Lazzaro che Gesù aveva risuscitato dai morti”: questo ci dice che la folla non ha capito; va a vedere l’effetto spettacolare, ma guarda al Cristo stupita e non chiede.

Mentre la risurrezione è il respiro dell’Eterno, inscritto nel cuore dell'effimero.