
Il testimone
Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui.
Giovanni 1,6-8;19-28 - Domenica, 13 dicembre 2020, Terza di Avvento.
La vocazione del giudaismo è sempre stata quella di distruggere gli idoli per fare spazio al vero Dio ed è possibile che, volendo costruire del nuovo, si debba compiere un lavoro da iconoclasti.
Giovanni Battista è qui degno rappresentante del giudaismo: per presentarsi, per poter dire chi è, prima abbatte le aspettative fondate sulle credenze farisaiche, poi afferma la propria essenza religiosa con tutta l’energia dell’autentica novità radicata nella Parola: interrogato sulla propria identità, dirà prima chi non è con tre negazioni, e poi chi è con una sola, sorprendente affermazione.
Sembra dire:
“Voi pensate che io potrei essere il Cristo, quello che deve venire a salvare Israele? No, non lo sono.
Voi pensate che io potrei essere Elia, che deve tornare alla fine dei tempi? No, non lo sono.
Voi pensate che io potrei essere il profeta, successore di Mosè? No, non lo sono”.
Eppure Giovanni, asceta dalla morale irreprensibile e dalla fede incrollabile, possiede ogni virtù per essere considerato un eminente maestro, e, dunque le ipotesi dei farisei potrebbero essere fondate.
Le tre negazioni di Giovanni sembrano avere lo scopo preciso di ridimensionare la sua immagine di fronte ai discepoli; ne aveva molti, folle intere, anche in Asia Minore, tanto che i leader religiosi temevano la sua popolarità ed evitavano di criticarlo in pubblico. Giovanni invece, in pubblico, ridimensiona la propria persona rispetto a Colui che verrà dopo, allo scopo di non essere di ostacolo per alcuno; la sua immagine non deve frapporsi tra i discepoli e il Dio che verrà.
Il Battista si presenta come l’esatto contrario di un guru affabulatore: sa farsi da parte di fronte a chi è più grande di lui, lui non è la Luce, è un testimone della Luce. Il suo preciso compito, la sua ragione d’essere è rendere testimonianza alla Luce.
La questione della testimonianza ritorna spesso nel vangelo di Giovanni; nel contesto biblico i testimoni agiscono in tribunale, e uno dei Dieci Comandamenti proibisce proprio la falsa testimonianza, perché la testimonianza è un atto giuridico non fine a se stesso, ma un mezzo attraverso il quale si persegue l’obbiettivo di svelare la verità, di far convergere la luce sui fatti.
Il fatto qui è l’Avvento del Cristo, il fine della testimonianza del Battista è la fede oggettiva, basata sui fatti che egli conosce, non sulle chimere dell’immaginazione.
Leonardo da Vinci ha riflettuto molto sulla natura della luce - ha indagato dal punto di vista pittorico l’essenza della luce - e osservava che dalla prospettiva di un corpo luminoso non è possibile vedere le ombre dei corpi che da quella luce sono illuminati.
L’analogia può forse aiutare a comprendere perché all’Avvento del Cristo sia necessario un testimone come il Battista, affinché per ciascuno sia possibile accogliere il Messia.
La ragion d’essere del Battista, nonostante il suo ascetismo, la sua dottrina biblica, la sua moralità, la sua fedeltà, il suo valore umano intrinseco è solo quella: essere una voce che grida nel deserto l’Avvento della Luce e la necessità di spianare la strade perché possa illuminare tutto e tutti.
Lo stesso Battista col negare per tre volte ciò che altri potrebbero credere egli sia, abbattendo ogni falsa prospettiva, non fa altro che spianare la strada al riconoscimento della propria univoca, vera essenza, che è solo in funzione dell’annuncio del Cristo.

Giovanni non si presenta per nome, come comunemente si fa, si appella invece “voce che grida nel deserto: preparate la via del Signore”, ricorrendo alle parole del profeta Isaia; la voce corre nell’aria, non si afferra, può solo essere ascoltata ed è la stessa voce che ogni ebreo chiede ogni giorno venga ascoltata: “Ascolta Israele...”.
Il Battista rende questo annuncio, se possibile, ancora più forte: non solo Il Signore è, ed è uno, ma è in arrivo, prepariamoci, non lasciamo che la voce si disperda nel deserto, facciamo in modo che risuoni in noi, affinché la Luce illumini le nostre chiese, le nostre case, le nostre persone, le nostre vite, e tutti e ciascuno siano resi abili ad accoglierLa nel Cristo che nasce.

