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8 marzo. Una dedica

| Enzo O. Verzeletti


Alle donne che, nella solitudine affollata dalle ombre dei compagni di viaggio, intraprendono l'esodo.

Alle donne che s'imbarcano o attraversano deserti, tenendo per mano un bambino.
Alle donne intrappolate alle porte dell'Europa o dell'America o in fuga dai paesi Asiatici.
Alle donne doppiamente vittime impotenti di violenze e soprusi subiti e noti a tutto il mondo.
Alle donne in fuga, alle donne che emigrano,
alle donne che spostandosi in massa modificano la geografia dei confini e la geopolitica mondiale,
alle donne che scompongono gli equilibri e che costringono a ripensare anche i valori più profondi.

A tutte le donne, che, loro malgrado, sono le partigiane di questa nuova terza grande guerra.
A chi non ha paura neanche davanti ai muri sempre più alti.
A chi prosegue il viaggio,
a chi lotta, cerca e sa che indietro non si può tornare,
a chi, conoscendo e sapendo di un futuro possibile, continua a portare la vita.