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1887.??.??.Panegirico su S. Bernardo degli Uberti

Discorso pronunciato presumibilmente in Seminario, durante il 3° Corso di Teologia.
"Come il Seminarista Andrea Ferrari fu incaricato del Panegirico di S. Bernardo degli Uberti il 4 dicembre 1872 mentre frequentava il III corso di Teologia, e rivolto ai suoi compagni Seminaristi poteva dire: «...prediletti figliuoli che dalla Bontà divina trascelti fummo e chiamati a battere quelle orme che Voi con tanta gloria un dì batteste; sopra di noi, dico, che siamo ancora teneri germogli e tenere pianticelle., speranze di questa nostra Chiesa parmense...» (vedi nota n. 6 e Capitolo I); così il Seminarista Conforti, anch’egli probabilmente mentre frequentava il Corso di Teologia, pronunciò il Panegirico di S. Bernardo, rivolgendosi ai suoi compagni di Seminario, esortandoli: «...In noi la Chiesa di Parma riguarda i suoi futuri soldati ed ansiosa attende l’opera nostra...».
La diversità di stile e di impostazione rende interessante il confronto tra i due giovani Oratori Seminaristi parmensi."

Teodori, FCT 6°, 1983, 524; trascrizione alle pp. 524 - 532.

  • ID
    6182
  • Cartella
  • Data
  • Editore
    CDSR
  • Luogo
    Parma
  • Collocazione
    CSCS
  • Pagine
    12
  • Viste
    852 volte

CDSR
Centro Documentazione Saveriani - Roma

Transcrizione

Le dolorose condizioni per la Chiesa e la Società nel Secolo XI
I Santi non compariscono già sulla terra a caso e alla ventura, sibbene aseconda dei sapientissimi consigli della Divina Provvidenza: Ella li prepara e li suscita, conforme lo richieggono i bisogni dell'umanità e della chiesa. Ella al fianco di Goliat fa nascere Davidde, al fianco di Oloferne Giuditta, al fianco di Aman Ester. Ella agli Antiochi oppone i prodi Maccabei, agli Erodi i Giovanni Battista. A lato di Manete fa sorgere Agostino, a quello degli Ariani l'invitto Ilario. All'irrompere delle fiere orde barbariche, nemiche d'ogni civiltà e buon costume, fa germogliare la gloriosa e benemerita prole di un Benedetto, come a lato d'ogni possente assalitore e nemico della sua Chiesa drappelli di fedeli amici e intrepidi difensori.
Correva il secolo XI°, secolo fra quanti mai fuvvi nefasto per la chiesa e la civil società, in cui parve per poco che le furie infernali assieme collegate si scatenassero contro la divina religione di Cristo cercando di nuovamente suscitare dal suo marciume il paganesimo, attizzando ovunque ribellione e disordine nel seno della cristianità. Era in vero dolentissimo al cuor della comun Madre la Chiesa, vedere figli alzarsi contro di essa e movendole accanita guerra, rapirle dalla sua soggezione ed amore tante preziose anime.
Né ella, con occhio umano riguardata, era da tanto per potersi a seconda del bisogno opporre al male, ché il clero stesso abbandonato in parte all'ambizione, alla simonia, al mal costume più non corrispondeva allo scopo sublimissimo di sua vocazione. Il vantaggio individuale era sottentrato al pubblico, lo smoderato amor degli onori e del comando alla umile soggezione, la scostumatezza e l'intolleranza d'ogni freno ovunque imperversa.
Dispotismo e crudeltà nei principi, tradimenti ed infedeltà nei sudditi, gelosie, guerre, sommosse fra i membri di uno stesso popolo.
Ma Dio nelle cui mani stanno i destini del mondo e che ogni cosa ordina e governa con ammirabile soavità e sapienza, ha saputo provvedere anche ai mali di questo secolo infelice, e perciò non mancarono pontefici invitti che con adamantino petto si opposero al mal costume e proclamarono avanti ai suoi più arcigni despoti e tiranni i sacrosanti diritti della Chiesa, non mancarono uomini insigni per sapere e santità che coll'efficacia della parola e con l'attrattiva dell'esempio, si fecero maestri a popoli, e trionfando d'ogni opposizione, mille e mille traviati condussero sul retto sentiero ed aumentarono il regno di Cristo.
Fra costoro, non ha chi il revochi in dubbio, tien luogo principale S. Bernardo nostro amatissimo Vescovo. Sì, Bernardo fu colui che per sapiente consiglio della divina Provvidenza fu suscitato in quei tempi burrascosi a sostegno della Chiesa ed a salvezza dei Popoli.
Ed oh! aver potessi abbondante facondia e vorrei che la verità del mio asserto chiara apparisse in tutto il suo splendore tratteggiandovi il nostro Eroe qual egli fu veramente; ma conoscendo a quanto poco io valga mi stimo inabile al pieno conseguimento di sì gloriosa meta, laonde invocando l'aiuto del santo che credo vorrà benignamente sorridermi, e la vostra indulgenza, incomincio.

La nascita di Bernardo e la sua vocazione a Vallombrosa
Dalla nobilissima prosapia degli Ubaldi nacque Bernardo in Firenze, sul cominciare del decimo primo secolo, Bello della persona, di modi dolci ed aggraziati, di alti e generosi sensi, formava la gioia più cara dell'ottima sua genitrice, che rimasta in breve priva del consorte, avea in Bernardo riposta le più liete speranze ed ardeva di perennare in lui il nome ed il decoro, del casato.
L'educazione sua fu, come a nobilissimo cavaliere si conveniva, numerosa schiera di paggi sempre pende a' suoi cenni, veste sfarzosamente, abita sontuosi palagi, e stanze riccamente tappezzate, tratta con dignità e decenza, e da tutti temuto, ossequiato, riverito come quegli che è l'unico erede di considerevole principato.
Il mondo colla magia de' suoi incanti tutto sembra sorridergli, niuna cosa havvi che egli non possegga, niuna che brami e non possa ottenere. Eppure fra il fastigio di tanti onori e lo splendore di tante ricchezze, osservo bene spesso Bernardo tacito e solitario, starsene come chi è preoccupato da gravi e mesti pensieri, anzi fra gli applausi più vivi e le dimostrazioni reiterate di stima e d'affetto che da ogni parte gli vengono prodigate, non sembra gran fatto prendersene diletto e gioia.
E non è egli nel fiore della giovinezza, nel rigoglio dell'età, che la fantasia ed il bollor delle passioni sogliono a più vivi colori dipingere ed esagerare i piaceri? Non e nella primavera della vita che l'uomo più facilmente si lascia adescare dal falso bagliore della stima e degli onori, e corre inesperto dietro ai beni caduchi della terra? Tant'è per vero.
Ma Bernardo ha un cuore santamente nobile e generoso da renderlo superiore a tutte queste esigenze della corrotta natura. Non ha ancor a pieno conosciuto che dir si voglia mondo che già lo ha a noia e tedio, già conosce a pieno che egli è fatto non per le cose transitorie della terra, ma per le eterne del cielo, già è convinto della vanità e pochezza delle pompe mondane, che la fama e la gloria è un'aura vana che presto passa, che le ricchezze e la potenza, manchevoli beni che all'uomo scompaiono come l'onde fugace del torrente, che i piaceri della vita sono fiori fra pungenti spine, che altro non lasciano a chi avidamente li ricerca, se non l'irrequieta brama di nuovamente godere.
Dio solo è l'unico suo amore, il palpito più ardente del suo cuore, la vita della sua vita, in una parola il suo tutto.
Iddio frattanto, fecondava di giorno in giorno colle sue grazie le sante disposizioni del suo fedel servo, il quale docile e pieghevole alle impressioni divine, vieppiù procedeva nell'amore celeste, e maggiormente si staccava dalle cose della terra.
Quand'ecco che volendo assecondare l'ardente desiderio di lui che volevasi viemaggiormente a lui unire mediante una vita più santa e perfetta nottetempo gli appare in celeste visione e «t'invola, Bernardo, gli dice, dai mondo, entra in religione, ivi adempirai i miei voleri, ivi troverai il sospirato riposo all'anima tua nauseata dalle umane grandezze». Bernardo resta inebriato da ineffabile dolcezza, e vinta la natural peritanza ingenerata dalla forte emozione propone generosamente di lasciare per sempre ed irrevocabilmente palazzi, terre, onori, promesse ed orizzonti incantati, ed adempiere i divinivoleri.
Ma ecco che gli amici i parenti i congiunti lo attorniano per ismoverlo dalle sue viste, e da' suoi progetti. «E come, gli dicono, voi nato a perennare il nome e il decoro del casato, lasciate che inonorato si spenga? voi fatto per formare l'orgoglio di un popolo, per essere l'ammirazione de' vostri pari, per lasciare alla posterità luminosi fatti di virtù e valore cavalleresco, chiuderete i vostri giorni nell'oscurità di un chiostro? Voi l'unico conforto della vedovata genitrice, che in voi ripone tutte le sue più care speranze, la diserterete di vostra amata presenza, lasciandola in braccio al più amaro cordoglio? Dov'è o Bernardo il senno, dove la pietà, l'umanità filiale, che al più caro pegno dei vostro amore legar vi deve?
Tutto inutilmente. E che mai possono le ragioni del sangue e dell'interesse su di un cuore raffinato alla scuola del divin amore. Ei sostenne impavido la fiera bufera scatenatasi contro di lui, rimase saldo come roccia agli urti impetuosi del grosso e precipitoso torrente delle opposizioni, e dopo molteplici lotte trionfò al fine e giunse al sospirato intento.

La fedele osservanza dei doveri monastici
Ed oh, come esultò in quel faustissimo giorno in cui postergati gli agi e le ricchezze della casa poté con tutta ragion dire al Signore «tu solo sei la mia porzione e la mia eredità». Qual gaudio ineffabile inebriò l'animo suo quando per la prima volta pose i piedi nei beati recinti del chiostro, io sono d'avviso che avrà esclamato nell'impeto dell'affetto «quanto è dolce abitare i padiglioni del Signore, io quivi soggiornerò tutti i giorni della mia vita, poiché Dio mi vi ha chiamato».
Oh, fortunato monistero di S. Salvi che avesti la bella sorte di recettare entro le tue mura questo eletto figlio del Cielo! Spettacolo commovente! L'abitatore di sontuosi palagii e delle reggie ora dimora in angusta cella da religioso; l'erede d'immense ricchezze indossa ruvido e grosso saio, il giovane dai molti paggi ora si presta volenteroso ai più bassi servigi della casa religiosa in favore de' suoi compagni di religione. (Solo la religione di Cristo può indurre i suoi seguaci a tanto eroismo, ciò solo basterebbe per addimostrarla cosa più che umana) e fra tante umiliazioni si protesta di trovare più felicità che non il più possente monarca, nello splendore di sua potenza.
Dire dei particolari della vita santa che Bernardo condusse negli anni di religione, lingua benché faconda esprimer di leggeri nol potrebbe né io a tanto valgo, né il tempo mel permette. Se è vero che la via dei Santi è come la luce che cresce fino a giorno perfetto, se tale fu il cominciamento di lui quale dev'essere stato il procedimento di quest'anima veramente incomparabile? Camminò di virtù in virtù, e come aquila generosa spiccò ratto il volo per le vie della perfezione senza indietreggiare o venire meno un istante nel difficile esperimento.
Poco direi se restassi pago d'asserire che Bernardo fu osservantissimo delle regole del suo Istituto, fu l'ammirazione de' suoi compagni che lui solo mirando sentivansi attratti da forte incanto ad amare la virtù, fu tanta la stima di lui in breve concepitasi da essere chiamato degno emulo delle virtù del grande Gualberto fondatore dei chiostri di Vallombrosa.
Gesù Crocifisso fu il suo maestro, e da lui apprese a crocifiggere se stesso e le proprie passioni, quindi non havvi pena o martoro che non facesse al suo delicato corpo soffrire, non umiliazione o disdetta che volenterosamente non andasse ad incontrare. Ai piedi di Gesù Crocifisso temperò l'anima ai santi propositi, alle magnanime risoluzioni, a quelle grandi prove a cui Dio in seguito lo avrebbe destinato, a servizio della Chiesa e della società.
La fervente preghiera, la assidua meditazione delle eterne verità, lo studio indefesso de' libri santi furono le occupazioni predilette di Bernardo nel silenzio e nella solitudine del chiostro. La carità fu la signora del di lui cuore, la passione più veemente, il perpetuo sospiro dell'innamorata sua anima; ed oh, chi mi sa dire le estasi amorose che il sopraprendono quando contempla i divini attributi e le gioie celestiali del Paradiso? quali i palpiti infuocati del suo cuore di serafino quando nell'offrire il divino sacrifizio ha la bella sorte di trattare e congiungersi intimamente col suo Dio, quale ammirabile comunicazione di santi affetti fra la creatura ed il Creatore! in questo solenne momento scordasi totalmente di se stesso, vorrebbe che gli uomini tutti fossero un cuore solo ed un'anima sola nell'amare e nel servire il Signore.

Il torrente dell'empietà e dell'errore
Ma quivi quadro funesto si presenta allo sguardo della sua immaginazione. Vede l'empietà e l'errore quale impetuoso torrente cui non valgono a trattenere le forti sponde allagare per ogni dove, vede ovunque imperversar la crudeltà, signoreggiar l'oppressione, trionfare i vizii più turpi e nefandi, e gli uomini quasiché perduto avessero ogni buon senso piegare il ginocchio ed abbruciar incensi davanti alle tre vituperevoli figlie della concupiscenza, vede, ed oh come gli strazia l'anima, l'abbominazione entrar perfino nel tempio santo di Dio, falsi profeti insorgere e seminare l'errore nelle menti, distorre gli animi dal soave giogo di Cristo, vede nefandi prìncipi porre sacrilegamente le mani nel santuario, ed usurparne e manometterne i sacrosanti diritti, e posti più eminenti della Chiesa di Dio dati in mano a uomini di perduta vita con gran detrimento del popolo fedele.
Sprezzati i concilii, sprezzati i canoni, vilipese le censure, ed il Vicario di Cristo da mille parti bersagliato, impedito nell'esercizio del suo ministero, costretto a rifuggirsi di città in città con danno e scandalo gravissimo della cristianità.
A sì lagrimevol vista l'animo di Bernardo è soprapreso da sdegno, compassione, amore, vorrebbe se stesso frapporre all'irrompente fiumana della corruzione, vorrebbe animoso slanciarsi dove più ardente ferve la mischia, ma non potendolo per ora, sfoga col suo Dio l'ambascia che lo addolora, e lo prega ad avere compassione dei mali della sua Chiesa, e della società, di porre termine a tante sciagure, di suscitare uomini insigni, che richiamino i traviati al dovere.
Ma ti consola o anima generosa poiché la tua preghiera non cadrà in vano. Tu stesso sarai dall'Altissimo scelto a consolare la Chiesa co' tuoi esempi a fare del tuo petto scudo contro l'empietà e lo errore a ricondurre tanti traviati all'ovile del comune pastore.

Abate di Vallombrosa e Cardinale
Dio che formato aveva su Bernardo altissimi disegni, non patì che si rimanesse a lungo sconosciuto, tutto ché Bernardo cercasse il nascondimento ed amasse le umiliazioni, nullameno la fama delle grandi sue virtù e dell'esimia sua santità, era precorsa alle orecchie di tutti, e da niuno si ignorava, per cui vacando l'Abbazia del monastero di S. Salvi, Bernardo ad una voce fu chiamato ad occupare quel posto, e poco stante fra i comuni applausi ed universale allegrezza fu elevato al supremo reggimento di tutto l'ordine Vallombrosano.
Bernardo tutto pose in opera per sottrarsi al temuto esaltamento, ma non potendo di vantaggio persistere senza contrariare i divini voleri china sommesso il capo alla chiamata del Signore. Questa preminenza che però dovette suo malgrado accettare non fece che mettere in maggiore luce il chiaro splendore di sue virtù, chè il Pontefice Urbano II° consapevole delle rare doti della mente e del cuore che adornano Bernardo, reputando poterne la religione sperare beni grandissimi, il chiama dalla solitudine del chiostro e gli comanda di sedere tra i principi porporati d'Israello.
Bernardo fra il fastigio di tanti nonché prendersene diletto e piacere viepiù si confonde e vergogna ed anche frattanto gli è cara l'umiltà e la modestia, il solo pensiero di adempiere il volere di Dio lo anima e lo conforta.
Ma è giunto finalmente il tempo in cui Bernardo deve offrire al suo secolo esempi luminosi di virtù e valore e arrecare alcun sollievo ai mali della Chiesa. Orsù, adunque o invitto atleta della Chiesa cingi i lombi e sorgi a combattere le battaglie del Signore. Ciò che tu devi trasfondere nelle intelligenze e nei cuori dei traviati, si è la fede, la sommissione, l'amore fraterno. Basi inconcusse della religione e del benessere sociale. Combatti adunque, o prode campione di Cristo, con le armi potenti della fortezza nel sostenere i conculcati diritti, dell'esempio tacitamente rimproverando la scostumatezza imperversante, della parola ardente che scovri l'errore in tutta la sua bruttezza e deformità.

La missione per far fronte ai mali
Tumulti e fazioni pressoché innumerevoli agitavano di quei dì la sventurata Italia. La smodata ambizione di alcuni prelati a tanto era scesa da volersi follemente arrogare il diritto delle somme chiavi, sostenuti dal braccio di qualche ribelle principe, si mantenevano colla forza nell'usurpato seggio, e quali lupi rapaci ammantati delle sembianze di agnelli menavano sanguinose stragi dell'ovile di Cristo. (Principi facinorosi cercavano d'intromettersi nelle cose ecclesiastiche per cui grandi abusi erano venuti e perfino la Sede Romana non era immune dalle stolte lor pretenzioni che credevansi in diritto di poterne eleggere il Pontefice. In causa di questi inconvenienti e dell'ambizione di alcuni Prelati erano sorti scandali gravissimi, che ognuno per ambizione cercava arrogarsi il potere delle somme Chiavi).
Il perfido Cadalo, per somma sventura, vescovo di questa città e poi l'ipocrita Guiberto arcivescovo di Ravenna col solo favore imperiale contro ogni costituzione ed uso della Chiesa avevano sacrilegamente usurpato la tiaria pontificale e movendo accanita guerra al legittimo pontefice alto tenevano il vessillo dell'indipendenza religiosa, e scindevano il petto all'immacolata sposa di Cristo.
Il Padre comune dei fedeli, il magnanimo Pasquale II° allor regnante tuttoché in mille guise bersagliato da mille potenti fazioni, animato dalla carità di Gesù Cristo e dallo zelo di compiere l'alta sua missione tutto pose in opera per calmare gli animi, attutire le discordie e tutti condurre al suo seno paterno ma abbisognando di un petto forte e generoso di maschie virtù adorno che nella gran riforma lo aiuti, in Bernardo pone lo sguardo, e lui manda in Lombardia ove il partito antipapale maggiormente fervea e maggiori danni menava affin di abbonaciar la tempesta e ritornare la desiderata calma.
Bernardo tutta comprende l'importanza e difficoltà dell'alta sua missione, il rossore gli soffonde la faccia, pure col cuore animato dalla confidenza in Dio, animose soppone le spalle alla grande impresa, offrendo se stesso in olocausto al Signore, deciso di tutto fare ed incontrare per la gloria di Dio e pel ben della Chiesa.

L'azione energica e pacificatrice a Parma
Ma dove, o inclito Bernardo, desti precipuamente opera indefessa al grande e salutare riordinamento? Ah ben cel sappiamo che fu in questa cara città, ove per somma sventura, avevano posto lor seggio i perfidi capi dell'infernal ribellione ed ove più fervente fervea la guerra contro il principio cattolico! Benedetto quell'istante avventuroso in cui movesti alle nostre mura per annunziare la pace e la concordia, che segnò ai padri nostri un'era novella di salute e prosperità. Mi par di vederlo questo Angelo in umane sembianze fra i fluttuanti partiti, cimentarsi alla prova. Parla e la sua parola è dardo che colpisce ogni errore, è scintilla che accende i cuori di fraterno e celeste amore è face splendidissima che sfolgora la verità in tutto il suo bagliore. Parla ed al suono di sua voce si aquietano le discordie, si ammorbiscono gli odi e cento e cento traviati tra gemiti di compunzione e dolorosi reclami ritornano al seno del Padre e la Chiesa di giorno in giorno si allieta di sempre nuovi trionfi.
Oh chi mi sa dire che ha mutato in breve questo magnanimo propugnatore della verità e del diritto? Sono scorsi pochi anni e già quasi più non ricordasi di passati traviamenti se non per detestarli: egli ha arrecato dal cielo ogni prosperità e benedizione. Interrogatene i padri nostri ed essi vi diranno che per mezzo suo si è risparmiato tanto sangue fraterno, ha temperato tanti dolori, impediti tanti sospiri, scongiurate tante sciagure, non fuvvi in somma male cui egli non provvedesse di salutare rimedio, dove non potè colla parola adoperò la preghiera, dove non riuscì colla preghiera si valse delle lacrime, dove non ottenne colle lacrime sforzò la divina bontà coll'orazione fervente ed amorosa che di tutto e di tutti può trionfare. Gli stessi suoi nemici più accaniti al mirabile incanto della santità di lui dopo d'averlo in mille guise perseguitato si danno per vinti, e a' suoi piedi prostrati il pregano di benigno perdono.
Ma non contenti di questo quasi ad ammenda dei gravi torti a lui arrecati non volendo mai più scostarsi dalla sua amata presenza il chiedono al Pontefice per loro Vescovo e ne l'ottengono.

Vescovo e Angelo consolatore
O fortunata Chiesa di Parma che ricevesti in sorte un si eletto Pastore. Che cosa abbia fatto Bernardo come Vescovo io non valgo a ridire. Fu il primo di tutti nella virtù, onde l'accordò con il nerbo della parola e con la santità degli esempii, fu l'iniziator della pace aquietando ire, componendo dissidii, pacificando animi, fu la salute del popol suo, perché ad ogni necessità pronto provvide, con tal larghezza e opportunità di soccorsi che ben fan meraviglia.
La scienza della fede, l'unzione della carità, furono il segreto incanto che trascinò gli animi dei traviati ai suoi piedi, soggiogati per così dire dalla forza misteriosa de' suoi detti, del suo tratto, del suo cuore di Serafino, perché da tutto il suo insieme traspariva tal armonia ed avvenenza, che era impossibile avvicinarlo e non essere irresistibilmente attratti a lui, e sentirsi aprire il cuore alle dolci e ineffabili attrattive della pietà cristiana.
Per mezzo suo di giorno in giorno si aumentano le vittorie sul campo nemico e da per tutto risuona il cantico della letizia e dell'amore al Signore, che visitò il suo popolo e lo rigenerò alla vita della grazia. Già Bernardo conosce di non essere più suo ma di aver fatto sacrifizio di tutto se stesso pel bene de' figli alla sua cura affidati per cui grida coll'Apostolo «Charitas Christi urget nos». Corre ovunque si trova una mente da rischiarare, una lagrima da tergere, è negli ospedali, nelle carceri, nei tugurii dei poveri, fra gli appestati ed i miseri che lottano colla miseria.
Per conquistar anime a Cristo affronta nevi, ghiacci, vento, e non vi ha luogo per quanto disastroso ed erto che si renda inaccessibile al suo zelo ardentissimo: ha infralita la persona, fioca la voce, il sospiro affannoso, ma nulla osta perché in lui prevale la passione veemente e lo slancio infiammato di condurre anime al seno del Padre celeste. Nelle pubbliche sciagure fu veramente l'aiutatore secondo l'opportunità, fino a donar tutto e ridursi all'estremo della indigenza.
Oh quanti voi siete figli della miseria e della tribolazione diteci in verità se un padre amoroso, una madre tenerissima avrebbero potuto di più per lenire ai vostri bisogni!
Nulla teme Bernardo e tutto affronta per sovvenire ai bisogni dei suoi figli.

Le vittorie sui nemici della Patria e la fama di santità
Poderosa oste sta per assalire la città nostra e metterla a sacco e rovina, già ognuno vede le funeste conseguenze del vittorioso nemico, già da ognuno attendesi con cuore palpitante ed incerto l'esito di spaventosa ed imminente sciagura, la costernazione ed il silenzio cupo ovunque regna.
Bernardo frattanto tutti anima alla confidenza di Dio, benedice al patrio vessillo, incoraggia i pochi difensori, egli intanto qual novello Aronne innalza al cielo le palme e scongiura l'ira divina ed ecco che il potente nemico non so da qual segreta forza sgominato, s'arresta e si dà per vinto e Parma innalza un inno solenne di lode e di ringraziamento al Dio delle vittorie.
Il re Corrado armata mano, entra nelle nostre mura ed assoggetta la città al suo comando contro i diritti del legittimo sovrano, tutti temono il suo furore, e piegano sommessi il capo al despota usurpatore. solo Bernardo l'intrepido campione della causa cattolica, affronta l'ira di Corrado e con Apostolica fermezza lo colpisce delle ecclesiastiche censure, gli minaccia i divini castighi, e protesta contro i traditi diritti.
Scende Lottario verso Parma deciso di prendersene cruda vendetta facendo scempio della sua gente? Bernardo gli si fa incontro ed interponendo la sua autorità placa le ire del Sovrano e il piega a sensi miti e pietosi verso il popolo.
Avvi atto della vita morale e civile a cui egli non abbia preso parte con grande larghezza di cuore? La fama di sua santità precorre veloce per ogni parte e in tutti risveglia ammirazione somma, perché gli uomini più insigni per autorità e sapere di quel tempo, ne ambiscono l'amicizia, a lui ricorrono per chiedere consiglio e il Signore a crescere efficacia alle sue virtù gli concede il dono dei miracoli, ed ecco che ad un cenno suo i muti parlano, i cechi vedono, la morte sospende i suoi colpi, e le acque allaganti dei fiumi rientrano nei loro alvei.
Chi mai potrebbe, o inclito padre, adeguare colla parola il tanto che facesti a pro del popolo alle tue cure affidato e della umil società? La tua vita fu una vita di sacrifizio, uno slancio prepotente d'amore per la felicità di lui.

La chiamata al Cielo
Ma si appressa il giorno in cui Bernardo doveva lasciare questa misera terra di esiglio per congiungersi all'oggetto del suo amore, al quale sempre aspirava con semprepiù crescente ardore. La faccia serena, gli occhi corruscanti d'insolita luce, il cuore ardente come avvampante fiamma, miratelo languente per amore, ascoltatene gli ultimi accenti, osservatene le ultime brame. Ei spira e la sua bell'anima dagli angeli trasportata varca le sfere e già si asside sui seggi dei caduti, già si inabissa nel mar d'ogni delizia.
Parmi in questo momento veder Bernardo dall'alto e luminoso suo trono a noi rivolto con piglio amoroso dirci: coraggio, o figli, soave e leggero è il peso della legge del Signore, provatevi a portarlo e vedrete che servire a Dio è regnare.
O caro Padre che il tuo esempio ci rincori a vincere le peritanze, e più la dolce tua interposizione c'impetri dal Signore quella pietà e fortezza che a ministri del santuario si addicono.
Anche oggi giorno la chiesa di Dio, è in mille guise bersagliata, in mille guise fieramente combattuta, e però non meno che ai tempi di Bernardo abbisogna di preti forti e generosi, che con grandezza di animo si oppongano alla crescente malvagità del costume. In noi la chiesa di Parma riguarda i suoi futuri soldati ed ansiosa attende l'opera nostra, se noi fino d'ora c'ispireremo allo spirito di Bernardo nuovi Daviddi arriveremo a conquidere il Goliat del secolo miscredente, e mieteremo le palme dell'inclito nostro Protettore.
Riforbiamo fin d'ora le armi, associamo allo studio delle scienze l'umile e perseverante preghiera, impariamo alla scuola di Gesù Crocifisso, quella mansuetudine, umiltà e carità, che ci renderà un giorno padroni dei cuori, e con questo rassicurato avremo il frutto copioso della futura nostra missione di mezzo ai popoli.

Guido Maria Conforti Seminarista